L’emergenza povertà a Valenzano

I progetti per i più bisognosi e i loro ritardi

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L’eccessiva povertà sociale alla quale stiamo assistendo è frutto dell’accentramento verticistico della ricchezza di cui il pianeta è diventato vittima a causa dei meccanismi innescati in ambito finanziario dal sistema capitalistico: più il denaro si ammassa verso il vertice della piramide sociale, tanto più la fascia di povertà sale. E’ questo il fenomeno in atto da diversi anni e se prima la cosa era in qualche modo gestibile, oggi siamo giunti al punto che la povertà è diventata un’emergenza sociale planetaria. Questa situazione ha coinvolto anche le realtà locali, motivo per cui abbiamo deciso di stendere un rapporto quanto più esaustivo sulla realtà valenzanese. Il problema è certamente presente se si considera che già nell’ottobre del 2015 il Sel aveva richiesto una “Conferenza cittadina sulla povertà” nel corso della quale si proponeva di “spostare 200 mila euro disponibili in bilancio, da voci di spesa meno prioritarie, ad un tavolo operativo istituzioni – associazioni per individuare subito iniziative utili ad arginare l’emergenza.

Questo tipo di richiesta è scaturita dalla drammatica consapevolezza che a Valenzano si sono contati più di mille cittadini (circa 300 famiglie) che vivono in condizioni tale da rasentare la povertà assoluta, che in pratica stentano a soddisfare anche le loro esigenze basilari. In merito a questa problematica ci sono infatti da ricordare le pressioni dei consiglieri di opposizione (Cicirelli, De Nicolò, Romanazzi), relative ad alcuni ritardi nella realizzazione del Servizio Civico che comunque la giunta Lomoro sta attivando. Sul sito istituzionale del Comune di Valenzano è infatti presente l’avviso con il quale le autorità locali intendono “favorire l’inclusione sociale dei soggetti in difficoltà attraverso attività di servizio Civico intese quali occupazioni socialmente utili, occasionali, volte al pubblico interesse.” Sempre nel suddetto avviso si legge anche che queste richieste avranno avranno una durata di due semestri dalla data della stipula e riguarderanno tre aree di azione: strutture pubbliche e servizi di pubblica utilità, verde pubblico e persone disabili , anziani, minori e soggetti in situazioni di svantaggio socio-culturale. L’opposizione, esaminando bene questa iniziativa comunale comunque importante, ha avuto modo di sottolineare il fatto che quella appena avviatasi è la seconda edizione di questa iniziativa da quando si è insediata l’attuale amministrazione ed è riservata solo a 25 unità, mentre sarebbe stato possibile allargare questo progetto fino ad assorbire almeno 50 unità.

Ci sarebbe inoltre da sottolineare che il Comune di Valenzano, così come l’opposizione spiega ancora, perderà il contributo a fondo perduto destinatogli dall’Ambito Sociale di Triggiano, dell’importo di Euro 30.000, per l’assunzione del secondo Assistente Sociale: nella pianta organica c’è in servizio un solo Assistente, che è del tutto insufficiente per istruire tutte le pratiche inerenti le provvidenze da erogare in favore dei più bisognosi (contributi straordinari, buoni libro, eccetera) e per seguire, anche attraverso visite domiciliari, le emergenze del territorio. Per una particolare politica di gestione del personale, il Comune ha voluto sfruttare i limiti di spesa imposti dalla legge per l’assunzione di un direttore di ragioneria part time piuttosto che per l’assunzione del secondo assistente sociale, perdendo così il contributo di 30mila Euro: in servizio ci sono dipendenti che ben avrebbero potuto fare da direttore di ragioneria.

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