La mongolfiera avvelenata

Nuova tegola sulla testa della giunta di Antonio Lomoro

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Nuovamente e forzatamente Valenzano è tornata in auge sulle cronache locali e nazionali in maniera, probabilmente, eccessiva. Non si erano ancora spenti, o si erano spenti da pochissimo, i clamori dell’ultima campagna mediatica che aveva visto, nuovamente, il Comune valenzanese coinvolto in una serie di eventi abbastanza oscuri tanto da indurre i componenti dell’opposizione a richiedere un consiglio comunale monotematico sulla questione morale, che ci risiamo, più di prima. Potremmo anche pensare che la Giunta Lomoro sia un po sfigata da questo punto di vista, a voler essere buoni e ingenui, credere che da quando l’attuale sindaco si è inchiodato sul suo scranno, forze invisibili stanno gestendo dall’alto tutta una serie di manovre e complotti atti a sbaragliare l’attuale maggioranza, oppure decidere solo di dar voce agli eventi e poi lasciare libero ognuno di pensare quel che ritiene più opportuno.

A una parte dei valenzanesi, tutto questo clamore, tra l’altro nel bel mezzo della Festa Patronale, ha decisamente dato fastidio sia per l’eccessiva divulgazione mediatica che per la tempistica; in pratica i cittadini, avrebbero voluto godersi la festa in santa pace, cosa che quest’anno non è stato possibile in quanto già il giorno seguente il lancio della famigerata mongolfiera sulla quale si leggeva l’ormai celebrissima frase “Famiglia Buscemi: Viva San Michele. Viva San Rocco.”, sono incominciate le vessazioni non solo della classe politica locale, ma di tutta la collettività valenzanese. Vi è però un’altra parte della cittadinanza che ha ritenuto giusto questo rapido intervento in quanto visto come un gesto atto a sollecitare una reazione decisa delle autorità vigenti contro la criminalità.

Ma cosa è successo quella sera? Qualcuno ha fotografato la mongolfiera e ha passato le foto all’onorevole Dario Ginefra del PD, il quale ha iniziato con il divulgare le immagini dello scandalo a livello nazionale, denunciando in questa scelta una forma di concussione tra le autorità valenzanesi e alcune famiglie ritenute vicine ad ambienti mafiosi. Forte anche dell’appoggio immediato ottenuto dal sindaco di Bari Antonio Decaro, e dal Presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, l’onorevole Ginefra si è espresso anche in un’interrogazione parlamentare che aveva lo scopo di denunciare alle più alte Istituzioni dello Stato, questa forma di comportamenti ritenuti non proprio consoni per talune cariche istituzionali e, allo stesso tempo, mettere sotto i riflettori della pubblica opinione la Giunta Lomoro e il suo operato. A questo punto, nel bel mezzo della Festa di San Rocco, sono incominciati i comunicati, gli attacchi, le risposte; dai palchi, sui giornali, sui social, dovunque.

Il Sindaco Lomoro, dal suo canto, non ha mai accettato quella che a detta della maggioranza, altro non appariva che “una campagna strumentale” con l’unico scopo di colpire non solo la maggioranza vigente, ma tutta la città di Valenzano. “Coloro che hanno iniziato questa campagna diffamatoria – aveva tuonato dal palco Lomoro nel corso di una delle serate di festa – lo hanno fatto anche per far credere alla gente che la festa di San Rocco la si è organizzata grazie ai soldi delle mafie; è un attacco vergognoso e a sfondo politico con lo scopo di screditare questa maggioranza e tutto il lavoro svolto da noi per far sì di realizzare una Festa Patronale all’altezza delle aspettative. Un pallone costa solo qualche centinaia di euro, la Festa invece costa decine di migliaia di euro, soldi che i valenzanesi hanno offerto, ecco perchè questa faccenda offende tutta la comunità” Con queste parole, il sindaco valenzanese si è spesso difeso, non solo quella sera ma in diverse sedi dagli attacchi che gli venivano mossi contro.

Dopo una serie di botta e risposta tra le diverse parti politiche, una interminabile trafila di presunte asserzioni, attacchi e smentite, a seguito dei continui annunci del Sindaco Lomoro atti a precisare che “qui la mafia non esiste”, il Presidente Emiliano ha pubblicato sul suo profilo facebook un commento di fuoco contro il sindaco valenzanese, nel quale si legge:

“Non mi piace questo sindaco che organizza fiaccolate contro la mafia in realtà destinate nelle sue aspettative a consentire all’On. Ginefra e al Sindaco Decaro di scusarsi per aver denunciato un grave episodio di strumentalizzazione criminosa della festa patronale. Non mi piace la sua incapacità, spero dettata dalla paura e non dalla condivisione, di difendere la sua comunità dalla minaccia mafiosa che da tempo sta danneggiando gravemente l’immagine e la vita quotidiana di una bella cittadina pugliese nella quale vivono migliaia di famiglie oneste, lavoratori e lavoratrici attive e competenti che non meritano di essere schiacciati dalla forza di intimidazione di un’organizzazione ben conosciuta, dedita a specifici traffici criminosi, che ha determinato assoggettamento ed omertà in modo così grave da avere probabilmente intimidito persino il sindaco. Se quest’ultimo ha bisogno di aiuto, se vuole scrollarsi di dosso questo macigno che inquina la vita democratica della sua città, tutta la Puglia sarà al suo fianco. Se gli manca il coraggio di fare il suo dovere, non esponga a pericolo con i suoi interventi chi invece ha fatto al suo posto ciò che doveva essere fatto. E soprattutto non manchi di rispetto al Parlamento ed alla Città Metropolitana che sono intervenuti a difesa di tutti i valenzanesi. Non si azzardi più a fare una cosa del genere. Altrimenti farà i conti con tutte le persone perbene di questa Regione che combattono ogni giorno la mafia con coraggio e determinazione.”

Nella vicenda della mongolfiera, ad un certo punto è intervenuta, visto il clamore,anche la direzione distrettuale antimafia di Bari per indagare sull’episodio e poter così capire dove potessero risiedere le reali responsabilità, politiche e non, di tutta la vicenda. Per il momento si è appreso che nel lancio della mongolfiera non vi era alcun reato penalmente rilevante e che al massimo potrebbe esserci una multa pecuniaria di qualche centinaio di euro per la ditta costruttrice. Probabilmente la sostanza di questa faccenda che comunque ha danneggiato l’immagine già compromessa del Comune di Valenzano, risiede nel fatto se sia opportuno accettare, anche solo donazioni, da parte di una famiglia ritenuta vicina a certi ambienti. Del resto la spinta mediatica e il fatto che si siano mosse a causa di questa vicenda anche cariche politiche di alto livello ha finito con il dare alla storia della mongolfiera, una dimensione mediatica di importante rilievo.

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