Le maschere apotropaiche di Valenzano

Valenzano il paese da riscoprire, alla scoperta delle maschere di pietra

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“Non il vedere per primi qualcosa di nuovo, bensì come nuovo l’antico, ciò che è già anticamente conosciuto e che è da tutti visto e trascurato, contraddistingue le menti veramente originali.” (F. Nietzsche)

Non saranno sfuggite all’occhio del cittadino attento e osservatore di ciò che lo circonda, le maschere in pietra che si trovano, molto spesso insieme ad altri ornamenti architettonici, sulla sommità dei portali e delle porte di alcune case del nostro comune. Sono chiamate Maschere Apotropaiche (APOTROPAICO aggettivo di origine greca: apotrèpo= tener lontano) e risalgono in gran parte alla prima metà del 1900, con una diffusione maggiore nel decennio tra il 1920 e il 1930. Era abitudine dei proprietari delle case costruite in quel periodo (spesso con i soldi mandati in paese dai parenti emigrati all’estero in cerca di fortuna, ma questa è un’altra storia!) abbellire le abitazioni con queste piccole opere d’arte scolpite a mano da scalpellini locali o provenienti da paesi vicini.

Avevano varie “funzioni” propiziatorie tra cui quella di allontanare con la loro presenza le forze malvagie dall’abitazione che doveva rimanere, insieme ai suoi abitanti, al riparo da negatività di ogni genere. Si racconta che fosse in atto una vera e propria gara a chi avesse la maschera più bella e significativa del paese, e grande era l’importanza in termini di superstizione e tradizione che si dava a questa “pietra animata”. L’origine simbolica è molto antica; pare infatti che le loro leggendarie radici affondino alle prime civiltà tra cui quella egizia, assira, e romana. In questi volti ed effigi sacro e profano si fondono e confondono nei significati che di volta in volta assumono e che ad esse vengono attribuiti dalle comunità che del loro“potere” si sono servite.

Svariate e sempre diverse sono le figure che si vedono immortalate, basterebbe farsi un giro “a testa alta” per le vie del paese per rendersene conto; si passa da volti umani, ad animali, passando per conchiglie e simboli sacri, fino a figure floreali con significati diversi e specifici per ogni elemento; per esempio: la conchiglia rappresenta la fertilità, la rondine l’attaccamento alla casa, le foglie la riservatezza e la pudicizia, il cuore l’onorabilità e l’amore per la famiglia, gli ornamenti floreali la festosità della casa, il serpente allontana il maligno e le tentazioni. Tante volte le varie figure sono intrecciate e commistionate tra loro; spesso troviamo volti umani con barba e capelli di rami e foglie, o uccelli che trasportano rami e fiori. Molto diffuso è il volto umano con la lingua fuori dalla bocca alla quale oltre ad associare un significato di scherno verso le malelingue e le malignità pare si affidasse anche il significato del dialogo che sin dalla notte dei tempi l’uomo vorrebbe illusoriamente instaurare tra i vivi e i morti.

Naturalmente questa usanza non ha interessato solo Valenzano. Maschere bellissime si trovano in maniera diffusa in tutta la penisola, ma la Puglia è probabilmente tra le Regioni maggiormente “mascherate”. Il Prof. Vito Caringella pubblicò un libro ormai difficilmente reperibile nel quale sono state fotografate da Angelo Tritto tutte (o quasi) le maschere di Valenzano esistenti e “resistenti” fino all’anno di pubblicazione (1984- “Le maschere apotropaiche di Valenzano”- Tipografia Carucci, Noci). Basterebbe confrontare le foto delle maschere censite in questo volume con quelle ad oggi superstiti per constatare, come facilmente intuibile, che molte “teste sono cadute” a causa del selvaggio abbattimento iniziato nel periodo del boom- edilizio degli anni 70, che ha interessato, e continua a interessare queste tipologie di abitazioni, le quali lasciano sempre più spazio ai palazzi moderni nella logica dello sfruttamento delle cubature.

Questo processo è inevitabile, ma proprio la precarietà di queste opere dovrebbe spingere ancor più il cittadino ad ammirare queste pietre vanto dei nostri avi che ancora ci osservano dall’alto e da un passato nemmeno troppo lontano ricco di storia e storie nascoste dietro i loro fermi sguardi , e che da fieri guardiani propiziatori pare vogliano chiederci di non voler far altro che continuare a “proteggere” il paese e i suoi abitanti come fanno da più di un secolo.

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