A scuola senza zaino. A Valenzano scompaiono cattedre e banchi

La dirigente scolastica Michela Lella spiega l'iniziativa che sta riscuotendo successo tra le mamme

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della dott.ssa Michela Lella
Dirigente Scolastico del Primo Circolo Didattico di Valenzano

La nostra scuola è impegnata, da tempo, nella ricerca di indicazioni didattiche ed educative per introdurre miglioramenti nelle pratiche di lavoro dei docenti interessati a rispondere, in maniera efficace, ai bisogni di istruzione di un’utenza sempre più composita e diversificata. Occorre, perciò, sforzarsi di scoprire piste metodologiche alternative, capaci di attribuire incisività alle esperienze scolastiche dei nostri alunni.

Allo stesso modo l’innovazione didattica può mostrarsi efficace per ridestare, nei docenti, la passione verso il lavoro svolto. In linea con tale orientamento il circolo Papa Giovanni XXIII aderisce da due anni al modello “scuola senza zaino”, nato a Lucca nel 2002 e diffusosi, poi, in Toscana fino ad estendersi, attualmente in varie regioni italiane.

Ospitalità – Responsabilità – Comunità Scuola senza zaino si regge su tre pilastri valoriali che sostengono tutto l’impianto formativo: ospitalità, responsabilità, comunità. L’ospitalità richiama l’attenzione sulla strutturazione degli ambienti scolastici che segue un orientamento ben organizzato.

Entrando in un’aula di scuola senza zaino, si percepisce immediatamente il senso dell’ordine e si avverte la cura attenta dei dettagli. Le pareti colorate e le tende alle finestre, attraggono immediatamente l’attenzione di coloro che si accostano all’aula dove si può osservare, con immensa meraviglia, l’assenza della cattedra. In sostituzione delle file tradizionali di banchi, si possono distinguere alcune isole di lavoro che ospitano gli alunni della classe impegnati durante le specifiche attività scolastiche.

L’insegnante lavora ai tavoli con i bambini e si sposta da un’isola all’altra con facilità, grazie alla presenza di una sedia con rotelle. La scaffalatura e i piccoli laboratori sistemati negli angoli dell’aula, creano uno spazio scolastico molto accogliente, ma soprattutto funzionale alle diverse e contemporanee, attività svolte dagli alunni.

L’agorà è uno spazio ben definito, ricavato all’interno dell’aula, il cui confine è ben delineato per offrire la possibilità ai bambini di utilizzarlo in modo autonomo e svolgere, quindi, attività libere. L’agorà serve anche per introdurre una lezione, per discutere di un determinato argomento, per fornire spiegazioni, per leggere e ascoltare racconti.

L’aula è anche dotata di strumenti e materiali di lavoro, cartellonistica e segnali. La responsabilità guarda alla formazione di menti consapevoli e critiche, in quanto abitua gli alunni a fare da soli con l’aiuto dell’insegnante. Tutti gli alunni sono coinvolti a strutturare, revisionare e progettare le attività che si svolgono all’interno della propria comunità scuola.

L’educazione mira a costruire un senso di appartenenza al gruppo di cui si fa parte, poiché ogni alunno assolve un preciso compito dal quale dipende l’efficacia dell’incarico svolto e la buona funzionalità delle attività dell’intera classe. Gli strumenti didattici sono pensati per creare autonomia nello studio e nella gestione dell’apprendimento che si fa sempre più responsabile e consapevole. La comunità è il valore della cooperazione che mobilita l’idea della collettività organizzata intorno ad obiettivi comuni. A scuola l’obiettivo comune diventa apprendere in relazione al proprio stile di apprendimento, nel rispetto delle differenze individuali; naturalmente l’insegnante possiede gli strumenti efficaci per gestire l’eterogeneità.

In classe si fa comunità quando si vive insieme l’esperienza dell’apprendimento che coinvolge tutti nell’avventura della conoscenza. Senza zaino guarda alla scuola comunità come ad un ambiente favorevole in cui gli alunni sono abituati a porsi domande e a condividere percorsi di studio e di approfondimento, a scambiarsi risorse cognitive e avvicendarsi nelle procedure di lavoro. Comunità, vuol dire vivere, consapevolmente, gli incarichi assegnati, rispettare la turnazione e prendersi cura di tutto ciò che è presente nella classe. Comunità vuol dire ritrovarsi tutti a scuola: docenti ,alunni, genitori, dirigente, collaboratori scolastici, amministratori locali e credere tutti insieme che il futuro si costruisce a più mani.

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