Sport a Valenzano: il terreno di gioco del vicino è sempre più verde

Calcio, pallavolo e basket non hanno la prima squadra: lo sport valenzanese si affida alle Giovanili

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Lo sport è uno strumento di promozione sociale, favorisce la crescita dell’individuo e gli permette di realizzare pienamente se stesso all’interno della società. Su questo non ci sono dubbi. Numerosi sono i provvedimenti statali e comunali che mirano a realizzare questo obiettivo. Ogni paese interviene strenuamente con provvedimenti, opere pubbliche e incentivi, affinché nel suo territorio lo sport e le eccellenze vengano valorizzate come meritano. Questo in teoria.

La pratica è tutt’altra, soprattutto in paesi come Valenzano, che da oltre vent’anni, si mostrano del tutto inadeguati a sopperire alle esigenze delle numerose squadre che cercano di affermarsi e di crescere all’interno della realtà locale. A denunciare questo fenomeno i presidenti delle principali società sportive del paese. Che si tratti di pallavolo, basket o calcio, la storia è sempre la stessa. Per lo sport a livello agonistico non c’è spazio, le squadre maggiori non hanno futuro. Possibilità più significative pare abbiano al contrario le attività sportive emergenti, quali il judo e le altre arti marziali, così come quelle a corpo libero.

Giacomo Vitucci, Carmela Aniello e Antonio Carone, presidenti rispettivamente delle squadre di pallavolo (ASPAV), basket (RAINBOW Valenzano) e calcio (ASD calcio ragazzi Valenzano), ci hanno permesso, attraverso le loro esperienze, di comprendere meglio il fenomeno.

Ad iniziare dall’Aspav, tuttora legalmente esistente ma inattiva, la storia ultradecennale di queste società si mostra piuttosto travagliata, costellata di successi sportivi e sconfitte politiche, sogni di gloria e promesse non onorate. I traguardi raggiunti negli ultimi anni sono considerevoli: nel 2011 le squadre Aspav, nel settore giovanile (under 16), scalano le vette dei campionati nazionali, conquistandosi un posto in serie B. Partecipano inoltre a campionati giovanili d’eccellenza con i gruppi di minivolley (6-10 anni) e a progetti per la promozione di atlete provenienti anche da altre regioni (Sicilia, Sardegna ed altre). Alla società, con due incarichi consecutivi (2003-2007), viene affidata la gestione del palazzetto dello sport di Valenzano, in cui hanno luogo gli allenamenti della prima squadra di serie B. Nel 2011, con decreto sindacale, viene nominato un nuovo gestore*. È a questo punto che lo scenario sportivo locale muta radicalmente. La mancanza di finanziamenti da parte del Comune, la difficoltà di trovare sponsor e di far fronte ai costi di gestione, la sempre maggiore restrizione di spazi comunali dedicati allo sport, inducono la società a ridurre le proprie attività e ad abbandonare numerosi progetti. La lunga storia dell’Aspav volge in qualche anno al termine. A poco o a nulla servono i tentativi del sig. Vitucci e dei suoi collaboratori di risollevare le sorti della società, attraverso l’affiliazione con la squadra di Capurso “Cuti” e la promozione di un consorzio tra le diverse realtà sportive locali (basket, calcio e pallavolo) che permettesse di sfruttare al meglio le potenzialità del palazzetto. Entrambi i tentativi, nonostante il grande impegno profuso, non offrono i risultati sperati.

Numerosi dubbi serpeggiano tra gli spalti, circa l’attribuzione della gestione del palazzetto ad una nuova società, la “New Generation”, titolare anche dell’omonima palestra valenzanese. Sembrerebbe infatti che, a seguito del mancato rinnovo dell’incarico per l’Aspav, il Comune abbia assegnato la gestione alla nuova società mediante decreto sindacale e non, come ci si aspetterebbe, mediante gara d’appalto. Viste le insistenti richieste anche di altre società, il comune avrebbe indetto poi un bando di gara, con elementi di palese irregolarità. La società avrebbe anche comunicato le sue perplessità all’ANAC, affinché verificasse la liceità delle procedure adottate. A seguito di controlli, l’Autorità avrebbe invitato il Comune a “rivedere” quanto fatto.

La storia non è troppo diversa se si guarda ad altre società sportive, come la Rainbow Valenzano, con oltre vent’anni di esperienza nel settore della pallacanestro, anch’essa ormai priva di squadre maggiori (under 18). Come fa notare la sua dirigente, ex allenatrice e giocatrice professionista di basket Carmela Aniello, la società non dispone già da qualche anno di squadre sopra i 16 anni e i cambi di gestione del palazzetto, dove la Rainbow è solita allenarsi, nonché i problemi strutturali e di manutenzione che sono stati rilevati e non risolti dall’amministrazione, hanno posto un freno alle possibilità di crescita di questa società. Va ricordato infatti che la struttura, realizzata all’inizio del nuovo secolo, è l’unica all’interno del paese, per via delle sue misure regolamentari (campo da 28m), a poter ospitare gli allenamenti e le partite dei campionati di basket. Numerosi i provvedimenti di manutenzione necessari, pochi quelli effettivamente posti in essere. Dopo i sensazionali traguardi della squadra negli anni dal 2011 al 2014, la struttura mostra i primi segni di cedimento. A seguito di accertamenti, il campo è dichiarato non più a norma e la società non può far altro che interrompere gli allenamenti. Il Comune ancora una volta è silente di fronte alle richieste di aiuto delle società sportive locali. Nonostante le difficoltà e la conseguente fuga di atleti verso i paesi limitrofi, l’arcobaleno valenzanese non si arresta e lotta a denti stretti per la ricerca di fondi, cercando nel frattempo di far allenare le sue squadre in altri centri sportivi. Gli sforzi non sono del tutto vani. La struttura viene resa nuovamente agibile ma ormai la società non dispone più di giocatori da far concorrere ai campionati nazionali under 18. Si limita quindi, negli orari e nelle modalità stabilite per lei dal nuovo gestore, a formare giovani atleti dai 5 ai 14 anni che partecipano con incredibili risultati ai campionati regionali e provinciali (tra i giocatori, si evidenziano anche promesse di soli 14 anni già in selezione azzurrina), nell’attesa che la situazione possa un giorno cambiare e allo sport venga riconosciuto lo spazio che merita nella realtà locale.

Non più fortunata purtroppo è la ASD CR Valenzano, la società calcistica fondata quasi quarant’anni fa da Antonio Carone, per sua fortuna non direttamente legata alle dinamiche del palazzetto dello sport, ma comunque vittima da anni, della cattiva gestione dei centri all’interno del paese se non addirittura del più totale disinteresse da parte delle amministrazioni comunali succedutesi nel tempo. Due i campi a disposizione per gli allenamenti: il campo comunale nelle vicinanze del quartiere San Lorenzo e la struttura sportiva Tony Sport. Il primo, privo della benché minima convenzione relativa alla sua gestione, è utilizzato dalla società sulla base di un permesso di utilizzo rilasciato diversi anni fa. Al momento non consente, viste le condizioni in cui versa, la preparazione di squadre maggiori (under 18). Il terreno di gioco, in più punti dissestato, è ancora in terra battuta (quasi tutti gli altri campi comunali, dispongono di erba sintetica) e non è soggetto a migliorie, se non minime, da oltre 15 anni. Una effettiva sistemazione della struttura richiederebbe, secondo quanto stimato dal dirigente della società, costi pari a 400.000 €, evidentemente impossibili da sostenere senza il contributo del Comune. All’interno della struttura è completamente assente un sistema di illuminazione che permetta ai giocatori di allenarsi in inverno oltre il tramonto. Alla società non resta quindi che concentrarsi sui comunque soddisfacenti settori giovanili under 14 e under 16 , in vista dei campionati regionali (la squadra dei giovanissimi di Valenzano è attualmente prima in classifica). Sono comunque da segnalare i tentativi della società di provvedere da sola alla sistemazione del campo e di dare ai suoi giocatori comunque possibilità di crescita. In quest’ottica rilevano le affiliazioni della ASD con L’Udinese Academy in precedenza e attualmente con il Bari, trampolini di lancio per le giovani promesse.

Le prospettive per il futuro non sono certo rosee, le società del nostro paese sono ben consapevoli di non essere una priorità nella realtà locale, in un’epoca in cui lo sport è davvero uno strumento di promozione sociale e di crescita dell’individuo. In un mondo che va in tutt’altra direzione (basti pensare a tutti i fondi stanziati dagli altri comuni per l’incremento delle attività sportive), il comune di Valenzano, continua a non comprendere la sua utilità e a svalutarlo. E cosa ancora più grave, lo fa in un contesto ricco di risorse e di giovani talenti che andrebbero incentivati e non allontanati verso le società di altri paesi. Forse è proprio il caso di dirlo, qualche volta l’erba del vicino è davvero più verde!

* Nota di redazione dell’8/12/2017: Nell’articolo dal titolo “Sport a Valenzano: il terreno di gioco del vicino è sempre più verde”, pubblicato sul nostro sito internet e condiviso sulla nostra pagina Facebook avevamo scritto: “Nel 2011, con decreto sindacale, viene nominato un nuovo gestore. È a questo punto che lo scenario sportivo locale muta radicalmente”.

Viceversa, a rettifica di quanto sopra, specifichiamo che durante la sindacatura Luigi Lampignano (aprile 2010-dicembre 2012) non è stato emanato alcun decreto sindacale di affidamento del palazzetto. Un tale decreto è stato infatti emanato durante la sindacatura di Antonio Lomoro (giugno 2013 / settembre 2017).

 

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