La storia di Bilel, dall’Algeria a Valenzano per studiare ingegneria

Da tre anni si è trasferito a Valenzano per poter continuare la sua ricerca presso l'Istituto Agronomico Mediterraneo

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Dal 1972, l’Istituto Agronomico Mediterraneo è una risorsa preziosa del territorio valenzanese, non solo in quanto centro di formazione post-universitaria e di ricerca scientifica applicata ma anche come luogo d’incontro di diverse culture.

Da tutto il Mediterraneo e non solo, sono tanti i giovani che, con il Master of Science, vogliono trovare risposte concrete a problematiche come la sicurezza alimentare e la qualità in agricoltura. Tra questi, l’ingegnere idraulico Bilel D.

Ciao Bilel, cosa hai studiato e realizzato in questi anni a Valenzano? Da settembre 2014 mi sono trasferito qui, per perfezionarmi nel campo del land and water management. Dopo la laurea magistrale, ho dunque lasciato l’Algeria per studiare al meglio i sistemi idrici, il management di gestione, l’ingegneria idraulica. Sono stati due anni intensi, in cui ho certamente migliorato il mio inglese e imparato l’italiano. Al secondo anno, la maggior parte degli studenti va via alla fine del programma, io invece ho avuto la fortuna di poter continuare la mia ricerca.

Cosa racconteresti del nostro paese?
Premetto che ho preso una stanza in affitto al terzo anno della mia esperienza, mentre i primi due sono rimasto nell’ambiente un po’ ovattato dell’istituto. In aggiunta, sottolineo che il primo anno si è obbligati a dormire nell’istituto perché giustamente l’inserimento in un ambiente che non si conosce non è semplice. Tuttavia, credo che Valenzano sia una location adatta ad ospitare una tale realtà in quanto cittadina tranquilla e calorosa. Credo che la calma di Valenzano, rispetto a Bari per esempio, aiuti lo studente in termini di concentrazione e stabilità.

E se ti offrissero un lavoro altrove te ne andresti?
A me piace molto la mentalità di questo paese, e parlo in generale dell’Italia e del Sud soprattutto. Per certi versi la ritrovo simile a quella algerina. Mi piace l’importanza che riveste la famiglia e ancora, la flessibilità nel mondo del lavoro che altrove si è persa. Per cui, al momento, ho trovato a Valenzano il mio giusto equilibrio.

Mi dicevi di una proposta che vorresti lanciare al popolo valenzanese…
Sì, io credo che la realtà dello IAM sia una risorsa per Valenzano. Tuttavia, ho notato con dispiacere che le mie amicizie con i valenzanesi siano nate per caso. A mio modesto avviso, bisognerebbe invece organizzare dei momenti di ritrovo. Potremmo chiamarle tavole di conversazione in cui noi, algerini, tunisini, egiziani, ecc vi aiutiamo in inglese, francese, arabo e voi ci insegnate l’italiano. Il centro culturale sarebbe perfetto per queste lezioni alternative in cui si scoprirebbero anche tante curiosità legate alla nostra cultura, mentalità e tradizione.

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