Don Ciotti a Valenzano, la legalità non è una bandiera da esporre

L'editoriale di Alberto Visceglia

0
1230
sdr

Don Luigi Ciotti, Michele Abbaticchio e Marco Dinapoli. Nomi poco conosciuti, di quelli che non ti aspetti riempiano le piazze, figuriamoci poi in una serata piovosa e fredda di gennaio. Invece ieri la sala “San Bernardino” non riusciva a contenere tutte le persone che, per seguire l’incontro, si son dovute sistemare nel cortile interno della chiesa dove era prevista la proiezione in diretta. Tre individui, tre storie completamente diverse l’una dall’altra. Marco Dinapoli, ex procuratore della Repubblica che ha lavorato per estirpare la criminalità da Brindisi mettendo in secondo piano la famiglia. La moglie, che lo accompagnava, ha preso appunti per tutta la durata evento, come se non le fosse bastata una vita di sacrifici per difendere un ideale di giustizia. Michele Abbaticchio, Sindaco di Bitonto e vicepresidente di Avviso Pubblico, non ha parlato della donna innocente brutalmente uccisa meno di un mese fa nella sua città da un proiettile vagante. Nessun eroismo, ha parlato di come una buona amministrazione dovrebbe agire anche a costo di perdere facili voti. E infine don Ciotti. Forse tutta quella gente venuta da fuori era lì per ascoltare lui che, dei tre, è il nome più altisonante. Come quando l’allenatore alla fine del primo round all’angolo del ring ti medica le ferite e ti sprona ad incassare per vincere l’incontro, don Luigi ha chiesto ai presenti – tutti evidentemente sensibili al tema dell’antimafia – di dare di più di quello che hanno dato fin’ora ragionando nell’ottica del “noi”.

Ed è proprio questa concezione di “noi” che spesso viene meno in un territorio, come quello di Valenzano, dove la lotta alla legalità sembra essere diventata una bandiera da esporre per fare parte dei buoni che lottano contro i cattivi. Ma i cattivi chi sono? Non lo è l’amministrazione che è stata sciolta per infiltrazioni mafiose, non lo sono le persone che l’hanno votata. Domani, seppur sia molto improbabile, potrebbe arrivare una sentenza del Tar a capovolgere il risultato e le parti si scambierebbero. I buoni diventerebbero i cattivi che hanno accusato ingiustamente, i cattivi diventerebbero i martiri di un complotto politico. La lotta alla legalità non si deve ridurre ad una lotta fra bene e male, deve essere un’ambizione che miri a costruire una società diversa, una società più giusta ed equa nell’ottica di quel “noi” ripetuto più volte ieri sera da don Ciotti. Più di duecento persone erano presenti ieri sera a Valenzano per l’incontro di Libera, alcune del paese, molte altre venute da fuori. Non per farsi un selfie con uno degli ospiti, ma perché si sentivano parte di qualcosa di più grande. “Ieri mafia, oggi Libera, domani liberi”, si può, ma solo camminando insieme.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here