Geppino Simeone: quando a Valenzano si festeggiava il Carnevale

Da 15 anni Valenzano è senza Carnevale. Geppino Simeone racconta le tradizioni di un tempo

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Da più di 15 anni ormai, a Valenzano è morto il Carnevale. E non solo come da tradizione, il giorno del martedì grasso quando si portava il feretro di Peppino in giro per il paese per poi bruciarlo in un falò. Sale da ballo, caposala, scenette e quadriglie sono un lontano ricordo per Geppino Simeone che per molti anni ha organizzato le serate danzanti carnevalesche.

Correva l’anno 1981, quando il signor Geppino, pur venendo da fuori, ha fatto sua questa tradizione valenzanese, guardando all’esempio del ballo di Tommaso in Via Virgilio. Tavernette, iusi, garage, locali commerciali erano i luoghi d’incontro dell’epoca. Tra festoni di carta, giradischi e buffet caserecci, si entrava in società, si conosceva nuova gente e si corteggiavano le ragazze.

Geppino, da buon caposala, organizzava serate a tema differente, stabiliva il dress code, animava e dirigeva le attività. Inoltre, controllava l’ingresso in sala di gruppi mascherati guidati da un responsabile che, a volto scoperto, doveva rispondere “per rime”.

Con il passare degli anni e dei tempi, tra tasse, SIAE e altre limitazioni, le famiglie non hanno trovato alcun incoraggiamento a perpetuare la tradizione. Eppure, a Sammichele, la stessa tradizione esiste ancor oggi, sostenuta da Pro Loco e comune. Di chi è dunque la colpa? Dei Valenzanesi disinteressati o delle istituzioni?

 

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