Utilizzo del Centro Culturale irregolare, tolte le chiavi a Sidera

L'associazione culturale abusava dell'utilizzo del bene pubblico. Tolte le chiavi e applicato il Regolamento

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La rivoluzione silenziosa della Commissione Straordinaria continua. Dopo aver ritirato i contributi alla coop. Cuccioli dell’aquilone di proprietà della moglie dell’ex consigliere di maggioranza Massimo Sollecito, chiuso il mercatino delle pulci abusivo sulla provinciale 74 e avviato le pratiche per la messa a bando del Campo Comunale delle Lamie, le Commissarie hanno focalizzato l’attenzione su un altro bene di proprietà del Comune, il Centro Culturale sito in l.go Plebiscito.

Fin quando ha retto l’amministrazione Lomoro l’utilizzo del Centro Culturale era appannaggio dell’associazione Sidera che, attraverso richieste semestrali, richiedeva lo spazio per lunghissimi periodi per mostre ed altre attività artistiche. Succedeva così che il Centro Culturale fosse gestito da Fernando Stella, direttore artistico dell’associazione, che ne possedeva le chiavi. Le associazioni e i cittadini che volevano beneficiare dell’utilizzo dello spazio si rivolgevano all’ex assessore alla cultura e ai servizi sociali Teodoro Cavallo che a sua volta chiedeva disponibilità a Fernando Stella.

Grazie alla supervisione della Commissione Straordinaria gli uffici tecnici del Comune hanno cominciato a regolamentarne l’utilizzo applicando il regolamento per la concessione di immobili di proprietà comunale. Il regolamento era stato approvato nel novembre del 2010 ed è consultabile sul sito del Comune. Sidera ha dovuto restituire le chiavi alla Polizia Municipale e da lì dovrà prenderle e restituirle al termine di ogni manifestazione. Inoltre, onde evitare un ulteriore abuso dell’utilizzo, è stato imposto il pagamento delle utenze quantificato a 2 euro all’ora.

Per quanto le attività di Sidera siano senza scopo di lucro, l’utilizzo improprio da parte dell’associazione del Centro Culturale rientra nelle irregolarità commesse dall’amministrazione Lomoro che aveva di fatto consegnato arbitrariamente un bene comunale nelle mani di un’unica associazione non consentendo la pluralità di espressione.

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