L’Arcipelago diventa grande: la storia (quasi) trentennale del Circolo di Valenzano

Nacquero nel 1989 da un gruppo di ragazzi comunisti. Dopo varie trasformazioni il Circolo compie 29 anni e festeggia con il live di Rosita

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Sabato scorso il presidente Davide Barba, gli attivisti e i simpatizzanti del Circolo Arci “L’Arcipelago” hanno spento 29 candeline all’interno dello storico locale in via Cavata. Ad allietare la serata il live di Rosita, giovane artista emergente del panorama barese che appena un anno fa vinceva “E Cantava le canzoni”, il contest musicale valenzanese organizzato dall’associazione.

La storia che si va a festeggiare è di quelle importanti, quella di un’associazione radicata nel territorio che si è trasformata anche profondamente nel corso tempo per cercare di raggiungere i propri obiettivi. L’Arcipelago nasce infatti nel 1989 da un gruppo di militanti comunisti ma, a causa di vicende che in quel periodo travolsero il Partito Comunista Italiano, l’associazione presieduta all’epoca da Michele Palmisano rimane inattiva fino alla fine degli anni ’90.

Tra il 1998 e il 1999 la svolta epocale con il cambio di testimone alla presidenza che passa a Francesco Calè (attuale segretario cittadino del Partito Democratico, ndr). Per Valenzano quelli sono anni difficili: volano proiettili e muore gente per strada. Il Circolo si muove quindi per promuovere la cultura della legalità promuovendo la creazione del Presidio territoriale di Libera e organizzando i passaggi della Carovana Antimafia. In questi anni vengono toccate anche tematiche vicine agli squilibri e divisioni dei popoli con iniziative e campagne dedicate al commercio equo e solidale.

Nel 2013 cambio generazionale per il Circolo che passa alla presidenza di Lino Castrovilli. Si impone maggiormente così Saperi&Sapori, consueto appuntamento estivo nato nel 2010, e nasce il contest musicale “E cantava le canzoni”. L’associazione cerca di imporsi maggiormente sul territorio ponendosi l’obiettivo di diventare elemento di opinione pubblica locale. Tra gli eventi organizzati spiccano quelli con la presenza della madre di Vittorio Arrigoni e del padre di Michele Fazio. In questi anni si cerca di dare una forma più solida e stabile alla struttura dell’associazione e di creare sinergie con altre realtà associative locali.

Le sinergie con le diverse realtà territoriali sono obiettivo anche della nuova presidenza targata Davide Barba iniziata alla fine dello scorso anno. In questa nuova fase il Circolo cercherà di uscire dall’isolamento del proprio Circolo in via Cavata organizzando nuove iniziative “di piazza” che riescano ad avvicinare la popolazione locale alle proprie tematiche. In quest’ottica sono stati organizzati già due flashmob in l.go Plebiscito, quello sul Giorno della Memoria (installazione di binari per ricordare la deportazione nei campi di concentramento) e quello sulla Festa della Liberazione (lo scorso 25 aprile un gruppo di ragazzi ha interpretato la canzone della resistenza “Bella ciao”).

I cambiamenti che ha subito il Circolo territoriale Arci nel corso del tempo hanno fatto sii che l’associazione si staccasse da una prima connotazione politica-partitica imponendosi come un centro di aggregazione e roccaforte culturale di un paese storicamente molto carente da questi due punti di vista. L’ispirazione ideologica iniziale, pur limitando tutt’ora parecchio la partecipazione sopratutto giovanile, non costituisce più un limite ma è una risorsa per l’associazione che sviluppa su di questa iniziative che riscuotono spesso notevole interesse tra la popolazione locale.

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