Aggiustano un parco di Valenzano, i coraggiosi lupetti che vogliono migliorare il proprio paese

I lupetti del gruppo scout Agesci "Padre Beniamino Tempesta" hanno ripulito, pittato ed aggiustato l.go Baden Powell per migliorare il paese in cui vivono

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Le home dei social network sono ultimamente invase da defezioni canine e da buche del manto stradale con annesse e giustificabili lamentele. Passeggiando per le strade viene da chiedersi se ci sia del buono nascosto tra le strade del nostro paese oltre tutte le problematiche più o meno conosciute.

Ci si stupisce allora quando vedi miglioramenti anche piccoli. Le pensiline delle fermate dei pullman, per esempio, o un parco comunale aggiustato. Lo stupore si trasforma in meraviglia quando scopri che ad aggiustare quel parco sono stati un gruppo di ragazzini dagli 8 ai 12 anni. Può mai succedere che a migliorare il paese siano persone che dovrebbero passare il loro tempo a studiare e giocare?

Parliamo dei ragazzi del branco del gruppo scout Agesci “Padre Beniamino Tempesta” e dei loro educatori. Nelle ultime due settimane hanno apportato notevoli migliorie a l.go Baden Powell, conosciuto dai valenzanesi come l.go Marconi. Hanno pulito e decorato le gradinate, utilizzate come un bagno pubblico a cielo aperto, aggiustato e pittato le giostrine e ripulito la zona verde circostante anche da quelle defezioni canine che spesso vediamo sulle nostre bacheche virtuali.

“Stiamo migliorando la villa che prima era tutta sporca, anche poche persone possono far stare meglio molte altre che verranno in futuro. E poi a me piace tanto pittare e disegnare, quindi mi diverto”, mi dice Luca, uno dei volenterosi ragazzini mentre da la seconda mano di pittura alle gradinate.

Jonathan invece pulisce il parco perché è un posto in cui va spesso quando esce con gli amici e la famiglia. “Ogni persona dovrebbe fare la propria parte per migliorare il posto in cui vive, tipo non buttare le carte a terra o non imbrattare i muri con le bombolette”, mi dice, “mentre ci sono dei vandali che si divertono a rovinare questo posto solo per sentirsi più forti e coraggiosi con gli amici”.

Sembrano persone molto più grandi e mature di quello che la loro carta d’identità dice e, se uno di loro non avesse incominciato a schizzare pittura ovunque, avrei giurato di star parlando con degli adulti. “Stavo giocando alla playstation prima di venire qui”, dice Cristiano tra un pennellata e l’altra, “ma qui mi diverto molto di più”.

Due settimane fa hanno fatto un sopraluogo e, verificato lo stato delle cose, si sono rimboccati le maniche. Si sono divisi in tre gruppi e in due incontri hanno ottenuto ottimi risultati. “Mi piace dipingere ma l’ho fatto soprattutto per migliorare il mio paese che ha parecchi problemi a causa di molti incivili che ci abitano, poi stiamo migliorando proprio il parco dedicato al nostro fondatore (Baden Powell, ndr) in cui veniamo sempre a giocare” mi spiega Carlotta mentre cerca di riparare i danni dell’amico che ha schizzato la pittura ovunque.

“Nel progetto educativo di quest’anno, che sono le linee guida del gruppo, avevamo come obiettivo quello di far capire ai bambini in che condizioni versasse il nostro territorio e loro hanno deciso di intervenire su l.go Baden Powell”, mi spiega Luciana De Santis, una delle educatrici dei ragazzi. “Due anni fa abbiamo incominciato a scrivere il progetto educativo che è l’analisi del territorio che facciamo noi educatori. Poi ci siamo dati degli obiettivi a lungo termine e, mentre l’anno scorso i ragazzi hanno conosciuto il paese e le sue tradizioni, quest’anno abbiamo dedotto i suoi problemi e l’anno prossimo continueremo”.

Non è la prima volta che i ragazzi degli scout intervengono su questa zona, dal 2007 più volte sono tornati a pittare le gradinate e a ripulire le aree verdi che vengono puntualmente deturpate. Quando finisco di intervistare questi ragazzi capisco il perché. Prima di uscire dal parco vedo infatti un gruppo di ragazzini. “Guarda, hanno appena ripulito la scritta che hai fatto tu”, dice uno di questi all’altro. “Tranquillo, tornerò e la farò anche più grande”, gli risponde l’amico.

Come può cambiare qualcosa se ci sarà sempre qualcun altro a remare contro? La domanda sorge spontanea e lo sconforto arriva subito dopo aver visto una scena del genere. Poi però ripenso a Luca, Jonathan, Cristiano, Carlotta e a tutti i loro volenterosi amici che si sono dati da fare per rendere Valenzano un po’ più bella. Se ci credono loro, perché non possiamo crederci anche noi?

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