Revocata anche l’ex pescheria a Sollecito. Lui fa ricorso al TAR

Trovate 14 irregolarità nell'iter procedurale. A marzo scorso erano stati già revocati contributi e concessioni alla cooperativa di proprietà della moglie dell'ex consigliere

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Altra tegola per Massimo Sollecito, l’ex consigliere di maggioranza dell’amministrazione Lomoro che si vede revocata l’ex pescheria di proprietà comunale sita in via G. Di Vittorio. L’immobile è un antico fabbricato industriale di 330 mq. con annesso cortile di 120 mq. che era stato affidato in locazione per 30 anni alla società “Cuccioli srls” di proprietà della moglie dell’ex consigliere comunale. La struttura sarebbe diventata la sede di un asilo nido.

La Commissione Straordinaria ha trovato ben 14 irregolarità nella concessione di tale bene comunale elencate nella delibera del 15 maggio scorso. Le irregolarità riguardano vari passaggi dell’iter procedurale che ha portato la società a siglare il contratto. Nello specifico la struttura è ritenuta un bene culturale in quanto realizzato da oltre settant’anni e, come tale, l’affidamento a terzi andava autorizzato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Inoltre dalla procedura di gara era stato escluso il consorzio “Beata Santa Chiara”, unico progetto presentato oltre a quello della società della moglie di Sollecito, per ragioni ritenute non valide dai commissari straordinari.

La Commissione Straordinaria appena a marzo scorso aveva revocato contibuti comunali per oltre 40mila annuali ritenuti illegittimi  alla cooperativa di proprietà della moglie di Sollecito ed aveva annullato la concessione a titolo gratuito per 25 anni di un’altra area verde comunale. A seguito di queste revoche la cooperativa ha scelto di fare ricorso al TAR della Puglia.

Massimo Sollecito era stato eletto tra le file dell’opposizione nel 2013 salvo poi passare in maggioranza.

 

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