Valenzano, un anno fa veniva sciolto il consiglio comunale per infiltrazioni mafiose

Ad un anno della delibera si vive in un clima di calma apparente in previsione delle elezioni del 2019

0
573

Era un caldo sabato pomeriggio di un anno fa quando il Consiglio dei Ministri emanava la delibera di scioglimento di consiglio comunale e giunta. “Emergono concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso degli amministratori”. Sulla base di questi motivi, approfonditi in una lunga relazione della commissione di accesso nominata dalla prefettura di Bari, incominciava l’epopea del commissariamento.

Le tre commissarie straordinarie per scelta sono state quasi impalpabili, non essendo espressione della volontà popolare hanno ritenuto di fare solo l’ordinario. Mai un’uscita pubblica, se non in occasione di rari eventi come la premiazione del Dipartimento di Medicina Veterinaria valutato come eccellenza nazionale. Non per questo si può dire che non abbiano fatto nulla per il paese. Beni pubblici consegnati in passato con irregolarità sono stati revocati, beni confiscati alla criminalità organizzata messi finalmente a bando e tra i dipendenti degli uffici comunali filtra buonumore per la ritrovata serenità tra i corridoi del palazzo.

Aspettando la sentenza del Tar di febbraio, in primavera termineranno i 18 mesi di commissariamento e, senza ulteriore proroga, si dovrebbe tornare alle urne dopo sei lunghi anni. Lo scenario politico appare incerto e frastagliato con le varie fazioni che devono ancora delinearsi. L’ex sindaco Antonio Lomoro avverte i suoi avversari con diversi messaggi lanciati dalla sua pagina social, mentre dalla parte opposta si potrebbe fare fronte comune per scongiurare il pericolo di una sua rielezione. In tutto questo marasma elettorale c’è già qualcuno che rimpiange i giorni tranquilli del commissariamento.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here