A Valenzano la legalità ha diritto d’Asilo

Responsabilità e vittime del sequestro delle scuole materne. Commissarie, magistratura, politica e bambini. L'analisi di Lino Castrovilli

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Valenzano si è risvegliata. Il sequestro della scuola dell’infanzia paritaria I cuccioli dell’Aquilione ha riacceso il dibattito pubblico caduto in letargo il giorno del commissariamento del Comune. Un argomento che mette in luce quanto lavoro ci sia da fare per rafforzare due pilastri cruciali della vita di Valenzano: la legalità e la politica.

Partiamo dalle vittime indiscusse di questa situazione. Con il sequestro i bambini e le rispettive famiglie hanno perso rispettivamente uno spazio di socialità e un servizio di primaria importanza. È innanzitutto a loro che “qualcuno” deve fornire delle risposte tempestive, per risolvere in tempi ragionevoli il disagio loro arrecato.

Già, ma chi è questo qualcuno?

Di certo non può essere la Magistratura, a cui spetta verificare e sanzionare eventuali truffe o illeciti amministrativi nella richiesta e conseguente concessione di finanziamenti pubblici ad un ente privato.  Per inciso, ci auspichiamo che questi reati non siano stati davvero commessi.

Di certo le risposte non si possono pretendere dalle commissarie prefettizie. A loro, in prima battuta, spetta l’ingrato compito di bonificare Valenzano dagli effetti di atti e concessioni al limite della legittimità, come dimostrano le delibere comunali annullate in questi 12 mesi. Il loro compito principale è rimettere in riga il lavoro della politica valenzanese, non farla.

Ed è proprio la politica locale che deve imparare a rispondere ai cittadini. Oggi a supporto dell’azione amministrativa delle commissarie. Domani, si spera al più presto, fra gli scranni del consiglio comunale, nelle delibere di giunta e nelle piazze, virtuali e reali.

La politica di Valenzano deve uscire dallo schema dei fortini contrapposti per rendere finalmente servizio ai valenzanesi. Non deve “accontentarsi di accontentare” qualcuno ma spingersi oltre, immaginare un futuro e lavorare per condurre i cittadini in quella direzione.

La politica valenzanese deve suggerire un passo indietro a chi può indurre nei cittadini il sospetto di conflitto d’interesse: sedere in consiglio comunale e gestire un’attività di pubblica utilità, o essere intimamente legati, sovrappone il ruolo di controllore a quello di controllato. Al netto di eventuali responsabilità che non spetta a noi individuare e giudicare, sono queste le situazioni che espongono l’azione politica e amministrativa ad un rischio troppo grande: cosa accadrebbe se l’oggetto di un ipotetico conflitto di interessi si trasformasse in un oggetto di ricatto con cui limitare la libertà di azione di assessori e consiglieri in carica?

La politica deve tornare ad agire entro limiti tratteggiati delle regole vigenti, per non ritrovarci ancora una volta, fra 2, 3, 5 anni, con un commissario prefettizio che mette in stand by la vita di Valenzano perché costretto a riordinare le carte e annullare atti e delibere passate.

Una politica che assicuri ai bambini, ai genitori e anche alla legalità il loro sacrosanto diritto d’Asilo.

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