Antimafia a Valenzano, l’appello di Libera: “Uniamo le forze!”

L'associazione ha tenuto un incontro con le realtà locali. Annunciata l'intitolazione del presidio a Nicola Ruffo

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Ieri sera presso la sala “San Bernardino” a Valenzano si è tenuto un incontro conoscitivo per presentare il presidio locale di Libera, l’associazione antimafia di Don Ciotti. L’incontro, aperto a privati cittadini ma indirizzato sopratutto ad associazioni e realtà locali, è servito a presentare obiettivi e finalità del presidio e per chiamare alle armi le forze sane del territorio.

Libera nasce infatti come coordinamento di associazioni e realtà di base e per formare un presidio territoriale serve una rete di almeno tre enti. Ad ora le associazioni che compongono Libera Valenzano sono il gruppo scout Agesci Valenzano 1, il circolo Arci L’Arcipelago e l’associazione di cittadinanza attiva Lucidafollia.

La lotta alle mafie e l’educazione alla legalità riguarda tutti noi e non solo i componenti del presidio. Abbiamo bisogno di forze e competenze specifiche che ci aiutino ad essere dei buoni cittadini vigilanti”, ha spiegato il neo referente locale Francesco Pignatelli.

È stata inoltre annunciata la scelta d’intitolazione del presidio a Nicola Ruffo, vittima innocente delle mafie che nel 1974 veniva ucciso per essersi intromesso in una rapina in una tabaccheria di Bari. L’intitolazione verrà presentata alla cittadinanza con un incontro pubblico durante il quale verrà firmato il “Patto di presidio”, documento programmatico dell’associazione.

Alla serata hanno partecipato i referenti di svariate realtà territoriali. Tra questi Angelo Santoro, rappresentante legale della cooperativa “Semi di vita” fresca vincitrice del bando comunale riguardante i beni confiscati alla criminalità organizzata. La sua cooperativa ha presentato un progetto con oltre 20 partner locali e nazionali fra cui l’Università degli Studi di Bari e il Politecnico di Bari. Il progetto prevede l’utilizzo dei terreni che si trovano nei pressi del Dipartimento di Veterinaria confiscati a seguito dell’operazione Domino.

Al termine della serata il presidio si è ripromesso di organizzare un secondo incontro pubblico in cui tirare le somme delle disponibilità a collaborare di associazioni e realtà locali.

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