A Valenzano le associazioni non contano un ca***

Il Regolamento della Consulta delle associazioni è stato pubblicato nel 2011 ma non è mai stata attivata. L'editoriale di Lino Castrovilli

0
580

Sotto la polvere di qualche vecchio cassetto della segreteria comunale giace inutilizzato un documento di inestimabile valore strategico per il territorio: il Regolamento della Consulta delle associazioni.

Istituita a febbraio 2011, ad oggi la Consulta non è mai stata convocata. Probabilmente perché per il Comune di Valenzano le associazioni non contano nulla. Zero.

Eppure alcune associazioni valenzanesi offrono un importante apporto culturale e sociale all’intera cittadinanza. Peccato che, invece di sostenerle, sembra quasi che le ultime amministrazioni comunali abbiano fatto l’impossibile per azzerare i loro sforzi. Come si dice dalle nostre parti, cornuti e mazziati.

Qualche esempio concreto? Partiamo dalla necessità di regole certe per il riconoscimento di Contributi e Patrocini per iniziative culturali di pubblico rilievo.

Nel 2017 il circolo Arci di Valenzano ha dovuto battagliare non poco con l’amministrazione comunale per richiedere quella che in altri Comuni è una banalissima ovvietà: la pubblicazione trasparente sul sito del Comune dei regolamenti che disciplinano l’assegnazione di Patrocini e Contributi.

La stessa Prefettura, all’interno della relazione che ha portato allo scioglimento per presunte infiltrazioni mafiose del Comune di Valenzano, ha sottolineato fra le varie colpevoli mancanze amministrative dell'”assenza di regolamentazione nella assegnazione di contributi e patrocini”.

Ma il sostegno economico è solo la punta dell’iceberg. Anche il semplice disinteresse delle ultime amministrazioni comunali ha tarpato le ali alle iniziative culturali valenzanesi più meritevoli di attenzioni: tra queste Saperi&Sapori, organizzata del già citato circolo L’ARCIpelago praticamente senza fondi pubblici, e il Premio Martucci, la rassegna letteraria nazionale curata dalla Compagnia del Mulino completamente ignorata dagli ultimi assessori alla cultura.

Spesso i volontari delle associazioni suppliscono alle carenze del Comune su diversi livelli di azione, dall’aiuto alle persone in difficoltà all’aggregazione giovanile. La Caritas di Santa Maria di San Luca assiste come può le numerose famiglie valenzanesi ai limiti della sussistenza. Lucidafollia è l’ultima spiaggia per gli under 25 di Valenzano che vogliono fare politica attiva sul territorio senza lasciarsi adulare dalle ammalianti sirene della vicina Bari.

Un sistema di welfare dal basso che contempla anche fondamentali associazioni formative. L’Agesci locale ha resistito alla scure che con lo scioglimento del gruppo Cngei ha dimezzato la presenza scout a Valenzano. E che dire del prezioso lavoro del presidio Libera di Valenzano sulla legalità, tema cruciale per l’auspicabile rinascita del paese?

Tante realtà che spesso, per carenza di tempo, fondi e spazi, non riescono a comunicare come potrebbero, per il bene del paese. Associazioni monadi, che se coordinate all’interno di un’organizzazione più complessa potrebbero rianimare una Valenzano ormai in catalessi, gestire spazi pubblici abbandonati o sottoutilizzati – come il decadente Ciberlab o il Centro Culturale – e far rifiorire il seme della partecipazione.

E pensare che la soluzione è proprio quella Consulta che ad oggi altro non è che un pezzo di carta impolverato in qualche cassetto della segreteria comunale. Destinato a sbriciolarsi se qualcuno non prenderà a cuore la sua attivazione.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here