Un anno senza Vito Dilena

Breve ritratto di un comune cittadino fuori dal comune

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Oggi 22 Novembre 2018 decorre un anno dalla scomparsa a soli 61 anni di una persona molto conosciuta in paese e a cui tanti valenzanesi volevano bene. Vito Dilena, infatti, non è stato un politico o una persona con una carica pubblica.

Col suo operato ha dimostrato che non è una carica a fare di un uomo un uomo pubblico, ma l’impegno sociale a cui lui si è sempre dedicato in maniera spontanea ed originale.

Con quest’articolo dunque, si vuole ripercorrere per sommi capi la storia del suo impegno sociale, non solo per onorare la memoria di un uomo dedito al bene della comunità, ma anche perché tali personalità possano ispirare le nuove generazioni che tanto hanno bisogno di esempi come questo, oramai divenuti rari.

Il suo impegno si manifesta, con quella semplicità e genuinità che lo hanno sempre contraddistinto, sin da giovanissimo quando è tra i principali organizzatori dei famosi “balli di carnevale” diffusi fino alla metà degli anni 90. I balli, oltre l’apparente scopo goliardico avevano l’intento di promuovere la socializzazione; tante sono infatti le amicizie e le coppie nate in quel contesto tra balli, scherzi e giochi. Unire e far socializzare era infatti la missione dei cosiddetti “capesale” (capisala), di cui Vito era un noto rappresentante.

Carnevale a Valenzano, il mazzo di carte

Carnevale a Valenzano negli anni ’70-’80 voleva dire anche sfilate di carri allegorici e gruppi mascherati che hanno visto ancora una volta Vito come promotore e partecipante attivo di queste manifestazioni così importanti per la tradizione locale dell’epoca.

Eletto nei primi anni del 2000 presidente della Cooperativa Artigiana di garanzia e nel contempo Vice Presidente della Confartigianato di Valenzano è in questa veste che si è speso oltremodo in termini di iniziative sia per la categoria artigiana che per tutta la comunità valenzanese in generale.

Supportato da altri artigiani, è stato ideatore e organizzatore di tanti eventi tra cui “ll falò di S. Giuseppe” e per molti anni consecutivi de “La fiera dell’artigianato in Piazza” in Largo Plebiscito dove artisti e artigiani esponevano i propri manufatti mentre sul palco di volta in volta si alternavano spettacoli e artisti vari.

La seconda edizione della manifestazione “Artigianato in piazza”, il cantante Cristian tra Vito Dilena e Lorenzo De Frenza

Appuntamento fisso divenne anche il “Veglione degli artigiani” tenutosi per molti anni nel giorno dell’Epifania al quale negli anni hanno preso parte tanti appartenenti alla categoria con le rispettive famiglie.

Il veglione dell’Epifania per gli artigiani, in foto Vito con altri artigiani

Sono state sempre iniziative non fini a se stesse, ma con il preciso scopo di favorire e alimentare quella coesione tra le forze artigiane locali necessaria a generare uno spirito di appartenenza molto forte dal quale, quasi spontaneamente, nel 2003 nasce il Consorzio Imprese Valenzano (CO.I.VA.).

Ancora una volta Vito è protagonista e cofondatore di questa nuova ed importante realtà per il paese.  Eletto consigliere del c.d.a. fin dalla sua fondazione ha ricoperto ininterrottamente questa carica.

Col suo operato è stato, di fatto, uno dei principali promotori della formazione del progetto del P.I.P. (Piano Insediamenti Produttivi) di Valenzano che sta vivendo la fase finale delle opere di urbanizzazione (almeno e non a caso per la zona di pertinenza del consorzio CO.I.VA.) proprio negli ultimi mesi.

Inaugurazione dell’inizio dei lavori del P.I.P. di Valenzano

“Quello di veder sorgere i capannoni della zona artigianale di Valenzano era il grande sogno di mio padre per il quale insieme all’Ingegner Tonio Caponio si è davvero speso in termini d’impegno oltre il limite del dovuto”, ci dice suo figlio Vincenzo (nostro redattore); “Ricordo benissimo che lo scorso anno, nella sua ultima giornata terrena l’ultima cosa che fece pochi minuti prima del tragico evento fu  quella di recarsi, come ogni mattina, sul cantiere del P.I.P. per verificare personalmente l’andamento dei lavori e portare un sorriso e il caffè agli operai; spero che ora quegli stessi artigiani a cui lui tanto ha dato realizzino quanto prima i loro capannoni.

Mio padre è stato un leader nel gruppo degli artigiani, non a caso nell’ultimo anno con la sua dipartita sono sorte delle difficoltà che hanno allungato ulteriormente i tempi per la costruzione dei capannoni, ma resto ottimista sul buon esito del progetto che adesso mi vede coinvolto in prima persona. Credo che questo sarebbe il miglior modo per onorare il suo impegno, ma anche e soprattutto per concretizzare quello per cui lui tanto si prodigava e cioè semplicemente il bene del paese e del prossimo”.

Vito Dilena, uomo semplice e generoso dal sorriso facile.

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