Scemi Ebbasta. La sicurezza degli eventi pubblici a Valenzano

Pensate alle persone che partecipano ai nostri eventi più grandi: Celebrazioni di San Rocco, Fiera di Ognissanti, Processione del Venerdì Santo, Saperi&Sapori. Cosa succederebbe se qualche stolto scatenasse il panico?

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No, Sfera Ebbasta nella strage di Ancona non c’entra nulla.

E di certo non è colpa della sua musica o dei messaggi veicolati nei suoi testi se piangiamo ancora oggi le vittime di una nottata assurda.

Cercate le cause nel balordo che ha avuto la brillante idea di usare uno spray al peperoncino in un locale colmo di persone. E nell’irresponsabile gestione della discoteca, concepita per ospitare un numero di persone abbondantemente superato nella notte della tragedia.

Spesso chi organizza eventi pubblici guarda alle regole di sicurezza come fossero semplici adempimenti di natura burocratica. Un costo “inutile” da sostenere perché “i soliti politici devono sempre complicarci la vita”. Ma le ambulanze, i jersey per prevenire attacchi terroristici, la conta del numero massimo di persone che può accedere ad un’area – pubblica o privata – e l’individuazione di vie di fuga possono salvare vite umane ed evitare di trasformare giorni di festa in bollettini di guerra.

Riportate queste considerazioni a Valenzano. Pensate alle persone che partecipano ai nostri eventi più grandi: Celebrazioni di San Rocco, Fiera di Ognissanti, Processione del Venerdì Santo, Saperi&Sapori. Cosa succederebbe se qualche stolto scatenasse il panico? Avviene tutto in sicurezza? Viene sempre predisposto un piano di gestione delle emergenze?

E le installazioni, sono sempre tutte a norma? Quest’estate in Largo San Benedetto qualcuno ha pensato bene di montare dei pezzi di luminaria sospesi nel vuoto, assicurati con delle semplice corde ai balconi affacciati sulla piazza (vedi foto). Cosa sarebbe accaduto se anche una sola delle luminarie fosse caduta al suolo? E soprattutto, chi ha potuto dare il permesso ad un’installazione del genere?

Durante un concerto, uno spettacolo o una sagra vorremmo che le responsabilità sulla sicurezza fossero preventivamente assunte. Anche perché a fatto compiuto la ricerca dei responsabili è ormai un mero fatto investigativo. Come se per il pubblico l’importante non fosse (sopra)vivere, ma partecipare. Scemi Ebbasta.

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