Spunta un nuovo murales a Valenzano. Ecco chi è e cosa rappresenta

L'iniziativa è opera dei ragazzi di Lucidafollia che hanno realizzato il lavoro con la collaborazione di un' impresa edile e di un artista locale

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Questa mattina davanti alla scuola elementare Papa Giovanni XXIII imperava una domanda tra i bambini che entravano a scuola. A destare curiosità un murales apparso su un muro adiacente all’entrata dell’istituto, un faccione in bianco e nero con la scritta “la mafia uccide, il silenzio pure”.

“Mamma, chi è il signore rappresentato?”

Alcuni genitori sono stati più pronti di altri a rispondere, molti invece hanno chiesto in giro prima di dare una risposta corretta ai propri figli. Il murales in questione rappresenta Peppino Impastato, giovane attivista e giornalista siciliano che fu ucciso la notte a cavallo tra l’8 e il 9 maggio del 1978. Aveva criticato troppo Cosa Nostra fino a diventare pericoloso per il sistema. Solo la morte lo zittì.

L’iniziativa è stata promossa dall’associazione di volontariato Lucidafollia che dal 2015 si occupa di promuovere la cittadinanza attiva sul territorio valenzanese. I ragazzi, dopo aver avuto tutti i regolari permessi dal Comune, hanno dapprima pulito il muro togliendo tutti i manifesti pubblicitari attaccati poi l’hanno riparato grazie al’indispensabile supporto della ditta Dilena Impresa Edile. Il contributo dell’azienda è stato a titolo completamente gratuito.

Attraverso gli aggiornamenti sui canali social i ragazzi hanno alimentato curiosità sui lavori in corso sul muro che sono durati più del previsto a causa delle piogge delle ultime settimane. Tra venerdì e domenica il pittore locale Domenico Casadibari ha realizzato e completato il murales utilizzando pennelli e bombolette spray.

La lotta alla mafia in un paese come Valenzano è molto importante e deve avvenire su più livelli. Peppino raccontava che la distanza fra casa sua e quella del boss del paese era di soli cento passi. Il nostro primo passo verso l’educazione alla legalità è questo murales, convinti di poter dare un segnale forte al nostro paese ed in particolare alle generazioni future”, si legge sul comunicato Facebook di Lucidafollia diventato subito virale.

Il murales oltre ad essere vicino alla scuola elementare si trova alle spalle del Cyberlab, una struttura comunale ormai in disuso la cui sala interna è intestata proprio a Peppino Impastato. Nel 2012 in quella sala Giovanni Impastato, fratello di Peppino, presentò il libro “Resistere a Mafiopoli”. L’evento all’epoca fu organizzato da Libera Valenzano in collaborazione con la cooperativa sociale “Il Ponte” e l’associazione “Felicia e Peppino Impastato”. Inoltre proprio la strada in cui si trova il murales, corso Aldo Moro, fu teatro di efferati omicidi nel corso degli anni duemila; l’ultimo di questi avvenne del 2009 quando fu ucciso Vito Di Benedetto in quello che sembrò essere un regolamento di conti mafioso.

L’associazione dal 2016 fa parte del Presidio locale di Libera, realtà antimafia promossa da don Luigi Ciotti che a gennaio scorso venne a far visita proprio a Valenzano. L’anno scorso Lucidafollia invece organizzò un convegno dal titolo “La mafia spiegata a mio figlio” in cui giovanissimi ragazzi intervistavano giornalisti e professori universitari sensibili al tema. L’iniziativa fu ripresa dalla Gazzetta del Mezzogiorno e da Telebari che fece persino una diretta nel corso dell’edizione serale del telegiornale.

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