Francesco, da Valenzano a Monaco di Baviera per studiare i neutrini

"Sono innamorato dei neutrini ma da una passaggiata in montagna si impara più che da un enciclopedia". Francesco è candidato al Valenzanese dell'anno - 2018

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Fisica astroparticellare. Non è una parolaccia ma l’ambito lavorativo del valenzanese Francesco Capozzi. Francesco è un giovane ricercatore di successo ed è candidato al Premio Valenzanese dell’anno – 2018.

A soli trent’anni lavora al Max Planck Institute di Monaco di Baviera e non è neanche la sua prima esperienza all’estero. Prima di arrivare a Monaco è stato infatti ricercatore presso The Ohio State University negli Stati Uniti. Prima ancora ha lavorato per l’Università di Bari e per quella di Padova.

“Il mio settore si occupa di studiare il cosmo attraverso le particelle elementari. Io sono innamorato in particolare dei neutrini, che tra le particelle elementari sono le più misteriose di tutte. Nonostante ciò sono anche quelle che forniscono le informazioni più importanti riguardanti luoghi altrimenti difficilmente accessibili in altro modo: le stelle, gli acceleratori cosmici o l’universo primordiale”.

Lo Sheldon Cooper valenzanese spiega poi a cosa serva la sua ricerca. “Con una risposta poco lungimirante direi che serve solo a conoscere meglio come funziona la natura. In realtà l’applicazione della ricerca teorica è assolutamente impronosticabile. Un esempio è la meccanica quantistica: se all’inizio poteva sembrare come un divertimento teorico per capire il mondo dell’infinitamente piccolo, ora grazie a questa abbiamo costruito i computer moderni”.

Fa sorridere pensare che da piccolo Francesco avesse una maggiore propensione per le materie umanistiche. Alle scuole elementari scriveva poesie, ora viaggia per il mondo per tenere conferenze scientifiche.

Francesco viaggia talmente tanto che in caso di passaggio del turno del Valenzanese dell’anno – 2018 non sarebbe presente alle finali. Il ricercatore quel giorno si troverà infatti a 10000 km di distanza, in Patagonia, questa volta non per motivi lavorativi ma per immergersi nella natura incontaminata.

“Il mio amore per la natura non riguarda solo equazioni complicate e misteri da risolvere. Mi piace viverla in prima persona lasciando, di tanto in tanto, le gabbie di cemento in cui viviamo per rifugiarmi dove mi sento veramente più a casa, in montagna. Nel tempo libero sono un alpinista dilettante, lo faccio per scoprire me stesso e superare i miei limiti. Credo fortemente nel potere educativo della natura, un’escursione in altura può insegnare più di un enciclopedia“. E se lo dice un ricercatore affermato come Francesco…

Francesco sulla vetta del Nadelhorn in Svizzera con suo fratello. La vetta si trova a 4327 mt di altitudine

Francesco è dovuto andare all’estero per poter inseguire i propri sogni e le proprie passioni. Una grande mente di Valenzano che dà lustro al nome del paese scalando le vette più alte della scienza mondiale.

Potrete votare Francesco Capozzi come Valenzanese nell’anno – 2018 a partire dal 21 dicembre. I 3 più votati parteciperanno di diritto alla finale del 6 gennaio presso il Centro Culturale di Valenzano.

Qui trovate tutti i 9 candidati al premio.

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