Ventisei ettari strappati alla mafia, a Valenzano nasce la Fattoria dei Primi

La cooperativa Semi di vita ha annunciato l'inizio del progetto su alcuni dei beni confiscati a seguito del processo Domino

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Avete presente quanti sono 26 ettari? Per darvi un’idea con 26 ettari si potrebbero fare 28 campi da calcio di massime dimensioni o 11 basiliche di San Pietro.

Oggi pomeriggio la cooperativa sociale Semi di Vita ha annunciato di essere risultata aggiudicataria di 264.693 mq di terreno confiscati alla criminalità organizzata. Si trovano a Valenzano, in un paese piegato dalla mafia che ancora aspetta le udienze del Tar Lazio e del Tribunale di Bari per conoscere la verità circa le sospette infiltrazioni mafiose nell’ultima amministrazione. Di beni confiscati in questo paese alle porte di Bari ce ne sono in totale 88.

La verità ad oggi è che quelli che un tempo erano i terreni dell’Uniedil srl di Michele Labellarte, da tutti ritenuto all’epoca come il cassiere del boss Savinuccio Parisi, avranno a breve nuova vita. Nel 2009 quei beni furono confiscati a seguito dell’inchiesta Domino. Vi sarebbe dovuto infatti sorgere un campus universitario, un’opera di edilizia colossale grazie alla quale il clan Parisi avrebbe avuto guadagni milionari.

I terreni si trovano accanto al Dipartimento di Medicina Veterinaria nei pressi di Contrada Marrone. A seguito del’avviso pubblico emesso dal Comune di Valenzano a  luglio 2018, il 29 novembre scorso la cooperativa sociale Semi di Vita è risultata aggiudicataria attraverso il progetto “La Fattoria dei Primi”. La cooperativa, affiancata da partner locali e nazionali, ha intenzione di realizzare su quei terreni una fattoria sociale attraverso un piano decennale.

Semi di vita dal 2014 conduce un terreno certificato biologico di due ettari a Bari nel quartiere di Japigia. Con il lavoro della cooperativa si cerca di inserire nel mondo lavorativo persone svantaggiate e l’agricoltura viene vista in quest’ottica come lo strumento adatto alla riabilitazione morale delle persone coinvolte. Anche la Fattoria dei Primi avrà la stessa mission. Attraverso la produzione di prodotti biologici che valorizzino l’identità locale si cercherà il dialogo con persone ai margini della società.

Il Presidio di Libera Valenzano intende esprimere soddisfazione per il grande risultato ottenuto dalla cooperativa e da tutte le forze in gioco nella convinzione che il progetto della fattoria possa far parte del rilancio della legalità sul territorio”, scrive l’associazione sui suoi profili social. “In questi giorni è stato inoltre pubblicato il Regolamento per l’affidamento dei beni confiscati sul Portale istituzionale del Comune di Valenzano insieme alla lista aggiornata di quelli affidati e di quelli ancora disponibili. La trasparenza è fondamentale per allontanare le mafie dalla cosa pubblica, a maggior ragione se si tratta di beni che già a loro tempo furono oggetto di attenzione da parte delle stesse”.

Il progetto della cooperativa dovrebbe essere presentato al pubblico la prima settimana di febbraio attraverso una conferenza stampa.

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