“Io sono come il mare”, a Valenzano l’evento dedicato alla ragazza 13enne morta suicida

È la prima volta che i genitori di Antonella racconteranno la storia della figlia nel paese dove è nata e cresciuta

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Tredici anni ed avere il coraggio e la follia di fare la scelta più drastica di tutte. Era una mattina quando Antonella, una ragazza liceale come tante altre, decide di non entrare a scuola. Non sapremo mai le motivazioni per cui decise di entrare in un palazzo, salire all’ultimo piano e lanciarsi.

Il vuoto è il fil rouge della tragica vicenda.
Il vuoto in cui si è lanciata.
Il vuoto che aveva dentro.
Il vuoto che ha lasciato in chi le voleva bene.

È passato ormai più di un anno da quel 28 novembre ma mamma Angela e papà Domenico ancora non si capacitano della perdita. Non è facile sopravvivere ad un figlio, figuriamoci in un modo così assurdo.

Da quel giorno i genitori di Antonella si sono impegnati quotidianamente affinché quello che è accaduto a loro figlia non succedesse a nessun altro. Hanno creato un’associazione di volontariato, Anto Paninabella, e girano tra scuole e parrocchie per sensibilizzare ragazzi e genitori alla cultura del dialogo, dell’empatia e dell’inclusione.

La notizia ha toccato i cuori di tante persone che hanno voluto accogliere e ascoltare la testimonianza dei genitori di Antonella. Ovunque tranne che a Valenzano, paese dove la ragazza ha studiato fino alle scuole medie e dove ancora viveva il giorno del tragico evento. Sono stati i ragazzi di Lucidafollia ad insistere affinché Antonella Diacono venisse ricordata e raccontata anche nel suo paese.

Venerdì 8 febbraio alle 18:30 presso il Centro Culturale di Valenzano verrà presentato il libro postumo di Antonella, “Io sono come il mare”. La ragazza amava scrivere ed ha lasciato parecchi frammenti di pensieri che sono stati raccolti e rielaborati dal prof. Francesco Minervini e pubblicati.

“Avrei voluto vedere Londra e scrivere un libro prima di morire. Ah beh. Mi accontenterò”, scrive Antonella in una lettera poco prima di lanciarsi nel vuoto.

Il libro viene presentato così dai genitori:

“Non è un libro facile, anche se è di poche pagine. Non è un romanzo, non va a finire bene, non è di consolazione. Noi pensiamo che sia da proporre come spunto di discussione nelle classi e nelle famiglie, e non debba essere letto da un adolescente senza il sostegno di un adulto. Non è il libro di un eroe ma di una ragazza che ha fatto la peggiore tra le scelte possibili.”

Qui l’evento Facebook dedicato all’iniziativa.

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