La storia di Savio, “Volevo guidare gli aerei, oggi lavoro per Le Iene”

Savio Spinelli, valenzanese di nascita, lavora come autore per Le Iene. Col suo team ha realizzato gli scherzi a Marco Travaglio e Fedez

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Tutti i bambini hanno un sogno, quello di Savio era guidare gli aeroplani per poter toccare le stelle. I percorsi della vita sono parecchio strani e alla fine ti ritrovi a fare cose che mai avresti pensato di fare. Savio Spinelli, valenzanese di nascita, le stelle le ha toccate non planando nel cielo ma lavorando negli uffici Mediaset.

Da quattro anni a questa parte è impiegato nella redazione de Le Iene, programma di punta di Italia 1. L’ha fatto dapprima come inviato per OpenSpace, poi come autore del format principale della redazione. Ora Savio ha ventotto anni e ancora non si capacita di come la sua vita abbia potuto prendere questa direzione. “Mi sono diplomato all’aeronautico di Bari ed ho quasi ottenuto il brevetto di volo. Vedevo sempre Le Iene ma il mio approdo in redazione è stato del tutto casuale”.

Fortuna vuole che nel 2015 la redazione del programma cerchi nuove giovani figure da inserire nel gruppo. Per trovarle preferisce pescare in vari ambiti della società fra cui il sociale. Quell’anno Savio svolge volontariato con City Angels a Milano, associazione che si occupa di contrasto alla povertà. Uno dei responsabili dell’associazione, contattato da Le Iene, dà il suo nominativo.

Dopo due mesi di provini viene assunto e comincia a lavorare come inviato per OpenSpace, format televisivo condotto da Nadia Toffa che poi verrà abbandonato. Al termine dell’esperienza Davide Parenti, ideatore de Le Iene, gli propone di continuare a lavorare con loro. Qui Savio si accorge di trovarsi meglio dietro la telecamera e diviene autore. “Questo è un ambiente che ti permette di fare quello che preferisci ed io mi sentivo più portato per la parte autoriale”.

In realtà, al di là della definizione, per lavorare in redazione bisogna saper fare un po’ di tutto. “Per ogni servizio c’è un autore e una iena, insieme pensiamo all’idea alla base e a come strutturarlo. Fondamentalmente gestisci da solo la situazione e talvolta capita che devi anche registrare e montare il servizio”.

“All’inizio” – continua il giovane valenzanese” – “mi occupavo di servizi seri, poi sono passato alla parte comico-satirica ed ora faccio prevalentemente servizi più brevi sulla falsa riga di Scherzi a parte”. Tanti i vip vittime degli scherzi organizzati col suo team: Marco Travaglio, Fedez, Pino Campagna, Chiara Bardi, Pino Insegno.

“Gli scherzi meglio riusciti sono quelli fatti a personaggi con un nome meno altisonante. Un esempio è quello fatto a Davide Di Porto, bodybuilder ed ex naufrago dell’Isola dei Famosi. Gli facemmo credere di essere il testimonial del fantomatico Muscolone, una pillola per atleti, salvo poi arrestarlo accusandolo di aver venduto una sostanza tossica. La preparazione di quello scherzo è durata mesi”.

Non tutte le ciambelle escono però col buco. Una volta venne scoperta la sua reale identità mentre registrava un servizio in una comunità di testimoni di Geova . “Mi chiusero in una stanza e mi dissero che avevano capito chi fossi risalendo da alcune foto vecchie postate su Instagram. Negai tutto ma avevo tre telecamere nascoste addosso. Da allora capii che avrei dovuto adottare un basso profilo stando ben attento a cosa pubblicassi sui social”.

Pur vivendo una vita molto frenetica Savio non perde occasione per tornare nella sua Valenzano, paese nella provincia di Bari. “Scendo non appena posso ma non meno di un paio di volte al mese. Mi piacerebbe tornare giù un giorno, vediamo se la provvidenza mi aiuterà come mi ha aiutato in passato”.

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