Libera Valenzano, presentato il Patto di Presidio. Presenti la famiglia Ruffo e Michele Emiliano

Il Patto è stato sottoscritto da otto realtà valenzanesi. Il Presidio è stato intitolato a Nicola Ruffo, vittima innocente di mafia e medaglia d'oro all'impegno civile

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“Valenzano non ha bisogno di eroi ma di uomini”, la frase è stata ripetuta più volte da Francesco Pignatelli, referente del Presidio di Libera Valenzano, nel corso dell’evento di domenica 10 febbraio. Durante l’incontro, svoltosi tra largo Plebiscito e la sala San Bernardino nel paesino alle porte di Bari, si è presentato e firmato il Patto di Presidio.

Il Patto di Presidio è la carta d’identità dell’associazione che delinea il percorso fatto dal gruppo e la direzione che lo stesso intende prendere nel futuro immediato. Contestualmente l’iniziativa è stata anche l’occasione per intitolare il Presidio a Nicola Ruffo, vittima innocente di mafia e medaglia d’oro per l’impegno civile.

“La scelta di intitolare il Presidio a Nicola è semplice”, spiega Francesco Pignatelli, “lui non era un eroe ma un uomo che ha fatto un gesto eroico compiendo il suo dovere di cittadino. Valenzano ha bisogno di questo, di persone che si impegnino facendo il loro dovere da cittadini. Solo così si può sconfiggere la mafia.”

Ospiti dell’incontro la moglie e la figlia di Nicola Ruffo che hanno raccontato la sua storia. Nicola era un macchinista delle Ferrovie dello Stato e quel 6 febbraio del 1974 stava tornando a casa camminado per le vie di Bari. Quando si accorse che era in atto una rapina all’interno di una tabaccheria vi entrò per fermarla; Nicola fu sparato dritto al cuore e morì lasciando sole la moglie e le due figlie.

A Nicola erano già stati intolati la scuola media di Palagiano, paese che gli ha dato i natali, e una via di Bari. Presenti durante l’incontro sia l’ex dirigente della scuola media sia Michele Emiliano, attuale governatore della Regione Puglia, che nel 2006 si mobilitò come Sindaco di Bari per l’intitolazione della strada.

“Oggi dedichiamo questo presidio a una persona straordinaria, straordinaria nella sua quotidianità, nel suo piccolo. Chiunque di noi educato in una certa maniera come lo era Nicola Ruffo, reagisce di fronte al sopruso e alla violenza in una certa maniera, non voltandosi dall’altra parte. Oggi siamo qui ad onorare questo presidio nel suo nome e nel ricordo di tutte le vittime innocenti di mafia, la Regione Puglia è presente e sostiene queste attività”, afferma Michele Emiliano.

Dopo i saluti istituzionali di Roberto Campanelli e Alessandro Tedesco, referenti di Libera Puglia, si è proceduto alla lettura di una toccante lettera da parte di Pasqualina al padre e alla consegna di una targa ricordo alla famiglia Ruffo. Le luci della sala San Bernardino si sono poi spente per fare spazio alle evocative ma allo stesso tempo pragmatiche parole del Patto di Presidio di Valenzano.

Nel Patto viene inserita la storia ormai decennale del Presidio e vengono posti degli obiettivi a medio lungo-termine con scadenza agosto 2021. Tra gli altri il controllo periodico dello status dei beni confiscati alla criminalità organizzata del territorio – a Valenzano se ne contano più di 80 – e la creazione di un festival annuale della legalità.

Alla firma del Patto hanno preso parte otto enti locali molto differenti fra loro per storia ed obiettivi. Alle tre associazioni costituenti – Agesci, L’ARCIpelago e Lucidafollia – si sono aggiunti Masci, Ordine Francescano Secolare, Oikos, Parrocchia Santa Maria di San Luca e la cooperativa sociale “Semi di vita”. Quest’ultima, fra l’altro, è risultata recentemente assegnataria di 26 ettari di terreni agricoli confiscati alla criminalità organizzata. Oltre queste realtà vanno poi considerate le sottoscrizioni di circa trenta cittadini liberi presenti in sala.

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