Valenzano, da che parte stai?

C'è solo un modo per far rinascere un paese abbandonato a sé stesso: scegliere da che parte stare e collaborare

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Ci sono due Valenzano.

Quella che lavora per il futuro e quella che sguazza nella pozzanghera del presente.

Quella che prova a costruire dalle macerie un rinnovato spirito di comunità e quella che sfilaccia i rapporti fra le persone.

C’è chi costruisce ponti fra le realtà del paese e intesse nuove reti con le comunità circostanti. Chi invece innalza muri per isolare Valenzano dal resto del mondo, per farci non si sa bene cosa.

Chi accetta osservazioni e critiche e fa solo compromessi al rialzo, perché ha capito che solo con la collaborazione si persegue il bene del paese. C’è chi invece fa il muso duro e sbeffeggia l’altro per difendere sé stesso ed il proprio egoistico interesse, anche quando sono indifendibili.

Nel primo gruppo rientrano gli attivisti del Presidio Libera di Valenzano, fra i primi a mettere nero su bianco un documento con cui 8 associazioni di Valenzano si impegnano congiuntamente per far nascere e crescere un paese migliore di quello a cui siamo abituati. Prima persino dell’Amministrazione Comunale, che ha colpevolmente dimenticato in un cassetto impolverato la Consulta delle Associazioni.

Nel secondo gruppo invece rientra chi, come l’ex Sindaco Antonio Lomoro, pensa che insultare pubblicamente su Facebook chi gli fa le pulci sul suo recente passato amministrativo sia il modo migliore per dimostrare la sua estraneità dai fatti che inchiodano Valenzano al Commissariamento.

E così, mentre Valenzano è sulle ginocchia, ferma e incapace di crescere, crediamo che persone come le prime siano decisamente più utili alla causa. Delle seconde, invece, ne faremmo volentieri a meno.

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