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Valenzano ancora scossa a livello comunale dall'esito del TAR. Il commissariamento è servito a qualcosa? Il pensiero di Alberto Visceglia

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Dodici mesi di commissariamento ed una sentenza che rimette in discussione tutto. Ora i cittadini di Valenzano si interrogano sulla reale utilità della presenza di tre persone estranee nella gestione della cosa pubblica e soprattutto sul loro futuro.

“Carenza di presupposti per lo scioglimento degli organi elettivi locali”. Cosa significa la frase con cui il TAR Lazio sentenzia l’esito a favore dell’ex giunta comunale guidata da Antonio Lomoro? Vuol dire che il contenuto della relazione prefettizia non è errato ma è riconducibile più ad una cattiva gestione della cosa pubblica che a collegamenti con la criminalità organizzata locale. Dal punto di vista elettorale l’esito della vicenda è sicuramente favorevole all’ex Sindaco che ora sfoggia nuovamente la sua amata fascia tricolore sui social network.

La giustizia per ora si è pronunciata a suo favore. Probabilmente è stato esagerato e sbagliato definirlo mafioso. Probabilmente è stato solo un cattivo amministratore. Perché cattivo? Perché altrimenti non ci spiegheremmo la revoca da parte degli organi prefettizi delle sovvenzioni all’asilo nido gestito dall’ex consigliere di maggioranza Sollecito e non capiremmo neanche le revoche dei vari centri sportivi.

Il rischio di strumentalizzazione della vicenda è molto alto. Probabilmente è lo stesso rischio che, a parti invertite, si sarebbe corso in caso di esito opposto a livello giudiziario. Quando don Luigi Ciotti ha fatto visita a Valenzano avevo ipotizzato tale scenario auspicando una non divisione tra buoni e cattivi. Questa contrapposizione ora rischia di capovolgere quella medaglia che sembrava assai favorevole agli antilomoriani.

La lotta alla criminalità e all’illegalità non deve avere bandiere. Non è la lotta di Tizio contro Sempronio, non è la lotta dei buoni contro i cattivi. È la lotta di tutti contro un nemico comune. Se non si capirà questo passaggio e si continuerà a strumentalizzare le vicende giudiziarie torneremo sempre al punto di partenza.

Imparare dagli errori per migliorare Valenzano, per non avere più gestori della cosa pubblica che aggirano le regole o le interpretano a modo loro anche solo a causa della loro incompetenza in materia. Senza usare etichette o personalismi.

Dodici mesi di commissariamento per tante persone sono stati troppo lunghi e dannosi per il paese. Chi lo dice è cieco. Il TAR Lazio ha ribaltato la sentenza ma rimangono le tante irregolarità commesse dalla passata amministrazione. Le Commissarie hanno agito nel rispetto del loro ruolo non politico mostrandoci cosa è stato fatto in maniera errata. Da quando sono loro a coordinare i lavori della cosa pubblica – parola degli impiegati comunali – si lavora più serenamente perché si rispettano le regole.

Se questi dodici mesi hanno insegnato anche solo ad un futuro consigliere comunale a rispettare le regole, allora saranno stati dodici mesi ben spesi. Come il concime per una pianta: ad un primo sguardo superficiale può apparire inutile e sgradevole, ma è essenziale affinché possa nascere il fiore.

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